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PROROGATA FINO ALL’8 NOVEMBRE 2015 – L’ARTE FERITA. SALVAGUARDIA, DANNI E RESTITUZIONI NEL PERIODO DELLA GRANDE GUERRA

12 maggio 2015 • irenesalce

Foto 1_F-1089E’ stata prorogata fino all’8 novembre 2015 nelle sale del Piano Nobile dello Stabilimento Pedrocchi contigue a quelle del Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea, la mostra L’arte ferita. Salvaguardia, danni e restituzioni nel periodo della Grande Guerra.

In esposizione vengono presentate oltre cento fotografie e alcuni volumi d’epoca che illustrano e spiegano l’impatto del conflitto sul patrimonio storico-artistico nel nord Italia. Si tratta di una selezione effettuata nei fondi conservati presso la Biblioteca Civica di Padova, il Gabinetto Fotografico dei Musei Civici di Padova, il Museo Centrale del Risorgimento di Roma, la Biblioteca del Seminario Vescovile di Treviso, l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini onlus di Venezia e l’Archivio Fotografico della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso di Venezia.

Foto 4_San-Marco-3Durante il primo conflitto mondiale le opere d’arte mobili e inamovibili patirono gravi danni, spesso non riparabili. Le prime vittime furono il tessuto storico della città di Louvain, in Belgio, e la Cattedrale di Reims, in Francia.
In Italia le operazioni per la difesa del patrimonio storico-artistico iniziarono nel marzo 1915, ma furono subito sospese, per non impressionare la popolazione. I lavori ripresero dopo l’intervento, con particolare attenzione alle città adriatiche e a Venezia, cioè ai centri maggiormente esposti a colpi dal mare e dall’aria. I risultati ottenuti si dovettero al concorso di organismi civili e militari: sculture e dipinti vennero, ove possibile, smontati e riposti in luoghi sicuri, prima nelle città d’origine, poi oltre Appennino; molti edifici e monumenti furono coperti o puntellati. Col tempo provvedimenti difensivi furono adottati nei principali capoluoghi del Veneto e della Lombardia e persino – con palese intenzione simbolica – a Bologna, Firenze e Roma. Non si deve tuttavia pensare che la ‘tutela di guerra’ sia stata un’operazFoto 9_SD-OJ-13-8ione puntuale, inaugurata e conclusa nel 1915: in realtà i piani di protezione, come pure i provvedimenti, furono continuamente trasformati, in accordo con l’evolvere della situazione tattica e strategica. La Strafexpedition e la presa di Gorizia (1916), la rotta italiana a Caporetto (1917), l’intensificarsi dei bombardamenti aerei su città come Treviso, Venezia e Padova, imposero un continuo aggiornamento nelle difese fisse e un’inarrestabile incremento delle rimozioni. Le maggiori devastazioni si ebbero ovviamente lungo la linea del fronte, dove interi paesi – con i loro tesori d’architettura, pittura e scultura – rimasero vittima del fuoco incrociato, amico e nemico. Qui l’azione congiunta di militari e soprintendenze, spesso eroica, ottenne risultati limitati, vuoi per la violenza delle battaglie, vuoi per la mancanza, all’epoca, di una compiuta catalogazione degli oggetti d’arte del contado.
Alla fine delle ostilità, la rovina del paesaggio, dei villaggi e di parecchi siti d’arte cittadini sarà rilevante: mentre i capolavori iniziano a rifluire nelle sedi d’origine, la ricostruzione dovrà confrontarsi con l’annientamento totale o parziale di larghe porzioni della nostra memoria artistica.

Foto 13_MCRR Fp 2 0082L’esposizione è organizzata dal Comune di Padova-Assessorato Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche-Musei Civici e dall’Università degli Studi di Padova-Comitato d’Ateneo per il Centenario della Grande Guerra, sotto la supervisione del Dipartimento dei Beni Culturali: archeologia, storia dell’arte, del cinema e della musica e in collaborazione con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, in occasione del Centenario della Grande Guerra. La rassegna rientra nel programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale.

012217AALa mostra costituisce la prima di una serie di iniziative dedicate al conflitto, iniziative che, nel loro insieme, compongono il più ampio progetto Paesaggi di guerra: società e territori. Tale programma, di cui è capofila l’Ateneo patavino e al quale hanno partecipato altri enti pubblici, nonché le forze armate, in qualità di partner, ha ricevuto il contributo della Regione del Veneto in seguito a un bando relativo alla valorizzazione dei beni e alla promozione della conoscenza delle vicende storiche della Prima Guerra Mondiale.

Direzione della mostra: Davide Banzato
Progetto scientifico e cura della mostra: Marta Nezzo e Irene Salce

Info
Stabilimento Pedrocchi, Piano Nobile
23 maggio-4 ottobre 2015
orario 9.30-12.30 / 15.30-18.00; chiuso i lunedì non festivi
biglietto intero € 4,00; ridotto € 2,50

Categories: Archivio
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