CAMPI DI AVIAZIONE

Diversi furono i campi di aviazione che il Comando Supremo dell’Esercito Italiano allestì, durante la Prima Guerra Mondiale, tra Vicenza, Treviso e Padova . In quest’ultima provincia, oltre a quello noto di San Pelagio, ne vennero istituiti altri, soprattutto all’indomani della disfatta di Caporetto. All’epoca era piuttosto semplice realizzare un “aeroporto”: una volta identificata l’area, era sufficiente interrare i fossati e le canalette d’irrigazione, tracciare la pista e costruire eventuali hangar e baracche.
L’area su cui oggi sorge l’Aeroporto “Gino Allegri”, un tempo denominata Piazza d’Armi, era fin dall’Ottocento utilizzata per l’addestramento e le azioni dimostrative delle unità dell’Esercito di stanza in città. Il primo reparto di volo – la VII Squadriglia Aeroplani – venne costituito l’1 luglio 1913 e trasferito sulla linea del fronte dopo l’entrata in guerra dell’Italia. Nell’ottobre 1917, nel giro di pochi giorni, la Piazza d’Armi divenne un importante centro di smistamento: qui giunsero numerose unità che avevano frettolosamente abbandonato gli aeroporti della linea orientale. Tra queste anche la Squadriglia da caccia di Francesco Baracca, l’asso della aviazione italiana durante la Grande Guerra.
Degli aeroporti siti in provincia, solo quello di San Pietro in Gu era stato allestito nei mesi immediatamente precedenti Caporetto. Vi risiedettero la 32^ Squadriglia da Ricognizione Farman e la 33^ Squadriglia da Ricognizione S. P. 3, entrambe dipendenti dal 7° Gruppo Aeroplani di stanza a Nove di Bassano. Dall’inizio della battaglia del Solstizio, nel giugno 1918, vi si installò anche il 66^ Squadron caccia Sopwith della Royal Air Force (RAF) inglese e, prima dell’offensiva finale di Vittorio Veneto (ottobre 1918), anche la 26^ Squadriglia da Ricognizione.
Tra la fine del 1917 e l’inizio dell’anno successivo venne istituito un campo di aviazione sui prati fronteggianti Villa Rigon a Isola di Carturo (oggi Isola Mantegna), frazione di Piazzola sul Brenta. Vi si acquartierarono la 3^ Sezione S.V.A., la 132^ e la 133^ Squadriglia Ricognizione Pomilio, in seguito sostituite dalla 57^ Squadriglia Ricognizione-Bombardamento S.V.A. e dalla 21 Squadriglia Ricognizione Saml. Dopo l’armistizio di Villa Giusti il campo venne smobilitato e riportato, entro gli inizi del 1919, alla sua originaria destinazione agricola. Uguale sorte subirono gli aeroporti di Arquà Petrarca e di Busiago. Il primo, approntato ai piedi di Villa Bignago nella prima metà del 1918, ospitò alcune squadriglie del 14° Gruppo aeroplani, mentre il secondo, allestito a partire da dicembre 1917 nella proprietà requisita a Cesare Busetto a Busiago di Campo San Martino, fu sede dell’89^ e della 90^ Squadriglia.
Un campo di aviazione venne approntato anche nei pressi di Palazzo Traverso a Grossa di Gazzo, al confine tra Padova e Vicenza. Lo Stato Maggiore Italiano lo assegnò agli alleati inglesi: gli ufficiali risiedevano nell’ala padronale del complesso, mentre le officine e gli alloggi per la truppa furono sistemati nei magazzini. Dirimpetto all’edificio furono allestiti hangars e baracche. A Gazzo Padovano, in località Tri Scaini, fu istituito anche un altro aeroporto dove si acquartierarono, nel giugno 1918, la 70^ e la 82^ Squadriglia caccia Henriot.