ENTRATA IN GUERRA

L’Italia entrò in guerra il 24 maggio 1915. All’inizio le vicende belliche non coinvolsero direttamente Padova; tuttavia furono emanati dei provvedimenti volti a far fronte alla situazione come quello che vietava la libera circolazione in città, zona di guerra, se non muniti di documento giustificativo e d’identità.
Negli anni del conflitto Padova fu governata da un blocco clerico-moderato guidato dal conte Leopoldo Ferri, eletto Sindaco nel 1912 e confermato due anni dopo. Durante le ostilità egli rivestì la propria carica con grande senso del dovere, contribuendo in modo generoso a sostenere il morale della popolazione duramente colpita dagli eventi bellici. Anche dopo lo sfondamento a Caporetto, che causò gravi ripercussioni su Padova, l’Amministrazione comunale decise di non abbandonare il proprio posto nella speranza di poter portare qualche sollievo alla cittadinanza, come venne dichiarato nella storica seduta del Consiglio Comunale dell’11 novembre 1917.
Per tutta la durata del conflitto fu Vescovo di Padova il friulano Luigi Pellizzo, uomo autoritario e dinamico modernizzatore. Egli, pur dando pubblicamente prova di lealismo patriottico, nel privato continuò a manifestare una energica avversione alla guerra. Non per questo mancò di collaborare con le autorità politico-militari e di promuovere una vasta opera di assistenza alla popolazione e ai profughi nel tentativo di rendere più sopportabile una prova tanto dura e dolorosa.