GIROLAMO “GINO” ALLEGRI

Girolamo Allegri, meglio conosciuto come Gino o come Fra Ginepro (il soprannome datogli da Gabriele D’Annunzio per la folta barba), è stato uno dei più celebri aviatori italiani della Grande Guerra.
Nato a Venezia nel 1893, diciassettenne si trasferì a Vienna per proseguire gli studi commerciali iniziati nella città  lagunare. Dotato di grande forza, Gino Allegri era appassionato di diverse discipline sportive. A vent’anni si arruolò volontario nel 5° Reggimento Artiglieria; poco dopo il congedo venne richiamato in servizio a causa dell’imminenza della guerra. Impegnato inizialmente nei servizi speciali, egli passò in seguito alla batteria antiaerea e, quindi, all’aviazione. Abilitato al pilotaggio l’8 luglio 1916, il successivo 24 agosto ottenne il primo brevetto di pilota di aeroplano (con il Voisin Salmson 140 Hp), il 27 settembre fu nominato allievo pilota, il 6 ottobre conseguì il brevetto militare e il 7 novembre venne ufficialmente investito del titolo di Pilota militare di aeroplano. All’inizio del 1917 fu inviato a Cairo Montenotte, in provincia di Savona, dove si trovava un piccolo aeroporto a protezione dei complessi industriali della riviera ligure. Nel maggio di quell’anno venne trasferito al campo di Cascina Malpensa (VA), dove conseguì l’abilitazione a pilotare aerei dalle prestazioni superiori: dapprima il Nieuport 80 Hp e in seguito lo SVA. Gino Allegri completò la sua istruzione frequentando un corso presso il Centro Formazione Squadriglie a Ponte San Pietro (BG). Nell’ottobre 1917 egli passò all’81^ Squadriglia caccia Nieuport di stanza ad Arcade (TV). Nella riorganizzazione dei campi di aviazione, successiva alla disfatta di Caporetto, tale unità venne in seguito spostata a Istrana (TV). Fra Ginepro fu finalmente in prima linea e alternò crociere di sorveglianza a operazioni di scorta ai bombardieri e ai ricognitori. Si distinse in molte azioni di guerra, ricevendo elogi ed encomi. Nel gennaio 1918 venne trasferito alla terza sezione dell’86^ Squadriglia di stanza a Isola di Carturo (attuale Isola Mantegna in provincia di Padova). Risale a questo periodo la cosiddetta beffa di Feltre: in volo a bassa quota sul campo di aviazione della cittadina, con l’obiettivo di osservarlo e di fotografarlo, Gino Allegri rischiò la vita a causa dell’arresto del motore del velivolo. Pur di non far cadere in mano nemica il proprio SVA, egli puntò l’apparecchio verso un hangar pieno di aerei per arrecare il maggior danno possibile. All’ultimo momento il motore riprese a funzionare, consentendogli di rientrare sano e salvo al campo.
Nel luglio 1918 Fra Ginepro passò all’87^ Squadriglia “La Serenissima” con la quale partecipò al celebre volo su Vienna. La sera dell’11 agosto, ospite del Generale Armando Diaz all’Hotel Orologio insieme agli altri piloti dell’impresa, si lasciò andare – tra lo stupore dei presenti – a “uno schianto di singhiozzo” alla descrizione che Gabriele D’Annunzio fece della pianura e dei monti del Veneto e del Friuli invaso che avevano sorvolato.
Il 5 ottobre 1918, non ancora ristabilito da una lieve malattia, Gino Allegri partecipò a una ricognizione offensiva sulla pianura veneto-friulana. Al rientro al Castello di San Pelagio, nel compiere evoluzioni a espressione della propria gioia per il buon esito della missione, entrò in collisione con il velivolo del Tenente Guglielmo Vianini e precipitò a sud della pista di atterraggio. Il suo aereo, che aveva ancora una bomba agganciata, esplose e venne avvolto da una fiammata. L’incidente costò la vita all’eroico pilota veneziano.
Il 19 agosto 1921 gli venne concessa, postuma, la Medaglia d’Oro al Valor Militare con la seguente motivazione:

Pilota di raro ardire e di virtù eccezionali iniziava, per primo, una serie di bombardamenti e mitragliamenti di grande efficacia, eseguiti tutti a quota bassissima su importanti centri di vita del nemico, alcuni dei quali nelle più remote retrovie avversarie. Non ancora ristabilito da recente malattia, pur di partecipare ad una di queste importantissime azioni sopra scalo ferroviario importante, partiva in volo di propria iniziativa, e con audacia e perizia effettuava il bombardamento riuscito efficacissimo. Al ritorno, per causa accidentale, precipitava al suolo sullo stesso campo di partenza, chiudendo così il servizio di magnifico soldato dell’aria con olocausto della sua valorosa esistenza. Già decorato di tre medaglie d’argento ed una di bronzo al valore militare. Cielo di La Comina – Franzensfeste, Casarsa, Portogruaro, agosto – ottobre 1918. (Curated from www.quirinale.it)

Dall’ottobre 1923 la sua salma riposa in una tomba monumentale nel cimitero di San Michele a Venezia. L’aeroporto di Padova porta oggi il suo nome.

Fonte e foto: Girolamo “Gino” Allegri. Un protagonista della storia veneziana del volo, a cura di G. Marchiori e Centro Studi Storici di Mestre, Mestre 2013