GUARDIA DI FINANZA NELLA GRANDE GUERRA

La Guardia di Finanza partecipò alla Grande Guerra con un contingente di 12.000 finanzieri (il 40% dell’organico del Corpo), inquadrato in 18 battaglioni (ridotti nel 1916 rispettivamente a 9 e 2 e 9.000 uomini), e con altri reparti minori mobilitati, impiegati come unità di fanteria sul fronte trentino, in Carnia, sull’Isonzo e sul Carso.
Distaccamenti speciali di sciatori si distinsero sull’Ortles e sulla Marmolada, unità navali operarono sul Lago di Garda, mentre i reparti litoranei concorsero alla difesa costiera.
Tre battaglioni parteciparono alla resistenza sul Piave e poi alla vittoriosa Battaglia del solstizio del giugno 1918, meritando alla Bandiera del Corpo la prima ricompensa al Valor Militare. Altri tre operarono con il corpo di spedizione in Albania.
Dopo la fine delle ostilità, la Guardia di Finanza, oltre a provvedere alla vigilanza lungo la linea di armistizio e all’organizzazione del servizio d’istituto nelle nuove province annesse, inviò reparti in Dalmazia, in Albania e in Anatolia.
La Guardia di Finanza concluse la partecipazione diretta alla Grande Guerra dopo quarantuno mesi di inenarrabili sacrifici e luminosi episodi di valore, sempre in prima linea sulle più alte giogaie delle Alpi, sulle trincee del Carso, nella pianura veneta, nella lontana Albania, sui mari, sulle coste e sul lago di Garda.
Anche i finanzieri in servizio d’istituto nell’interno del territorio concorsero degnamente allo sforzo bellico, svolgendo la loro attività con rilevante impegno personale e organici ridottissimi, essendo stati inviati ai battaglioni mobilitati tutti gli uomini più validi.
Su un totale di circa 12.000 mobilitati si contarono 2.392 caduti, 500 mutilati e invalidi e 2600 feriti.
Nulla può dimostrare meglio dell’albo d’oro la tenacia e l’abnegazione dei finanzieri.
Ricompensa al valore degli eredi della tradizione di eroismo delle Fiamme Gialle furono le 141 medaglie d’argento al Valor Militare (41 delle quali alla memoria), 261 di bronzo, 224 croci di guerra al Valore (di cui 53 alla memoria) e 136 promozioni per merito di guerra.

Fonte: www.gdf.gov.it