HOTEL TRIESTE

Dopo la disfatta di Caporetto e il conseguente arretramento del fronte sul Piave nell’ottobre del 1917, l’Hotel Trieste ad Abano assunse un ruolo importantissimo: ospitò, infatti, il Comando Supremo dell’Esercito Italiano e in particolare gli uffici dei Generali Armando Diaz e Pietro Badoglio. Parallelamente anche gli altri alberghi e le ville già requisite smisero di funzionare come ospedali militari e divennero sede di alti comandi.
Ma perché venne individuato proprio il Trieste tra le diverse strutture aponensi? La scelta cadde su questo albergo perché era il più moderno tra quelli presenti ad Abano. L’Hotel era stato fatto costruire a partire dal 1912 da Quinto Mazzucato con l’intento che divenisse “l’albergo più bello di tutti”: in quel periodo la cittadina stava ritrovando la vocazione termale che l’aveva resa celebre già in epoca romana e, ancor prima, in età paleoveneta.
Il trasferimento dell’alto comando avvenne nel febbraio 1918. Lo spostamento da Padova, prima, e da Tramonte di Teolo, poi, si era reso necessario al fine di ridurre i rischi per la popolazione e di rendere difficile l’individuazione della nuova localizzazione. In effetti l’attività sanitaria aveva preservato Abano dai bombardamenti e, anche dopo l’insediamento delle autorità militari, sopra i tetti degli alberghi restavano ancora dipinte delle grandi croci che servivano ad avvisare i piloti nemici della presenza di ospedali. AIMG_4287rmando Diaz alloggiò nella Suite 110 che, come quelle occupate dagli altri Generali, è stata conservata intatta. Il suo soggiornò durò dal 5 febbraio 1918 al termine del conflitto, anche se probabilmente le stanze furono messe a disposizione già a partire dalla fine dell’anno precedente, come ricorda la targa apposta vicino alla porta d’ingresso della Suite. Da qui partirono gli ordini che consentirono alle truppe italiane di cambiare le sorti di un conflitto che la disfatta di Caporetto sembrava aver condannato al fallimento.
Al Trieste era di casa anche Gabriele D’Annunzio mentre progettava il volo su Vienna. Qui Diaz lesse, corresse, approvò e firmò il Bollettino della Vittoria. In ricordo di questo, il Vate volle che l’albergo Trieste diventasse Trieste & Victoria.
L’Hotel non poté sfuggire al ruolo di protagonista anche nel secondo conflitto mondiale: venne trasformato in ospedale militare, così come altri alberghi, e ciò valse di nuovo ad Abano lo status di città ospedaliera, consentendole di evitare i bombardamenti che hanno portato enormi distruzioni nelle città venete.
Rinnovato dopo la guerra, il Trieste & Victoria è tornato a essere meta del bel mondo di tutta Europa, ma anche di ospiti provenienti dalle Americhe. Tra gli altri vi hanno soggiornato il Patriarca Roncalli (poi Giovanni XXIII), i Capi dello Stato Antonio Segni e Giuseppe Saragat, numerosi Presidenti del Consiglio, da Alcide De Gasperi ad Aldo Moro. Molto esteso è l’elenco delle personalità estere – politici, intellettuali, sportivi e uomini di spettacolo – che qui hanno trovato ospitalità per una remise en forme.

Info
la Suite 110 è visitabile solo su appuntamento
tel. +39 049 8665100 – triestevictoria@gbhotelsabano.it