COMITATI ASSISTENZIALI

Negli anni del conflitto sorsero a Padova numerosi comitati assistenziali. Il primo a essere istituito fu il Comitato di Preparazione Civile (marzo 1915). Questo, chiamato in seguito anche di Assistenza Civile, si assunse il compito di preparare moralmente gli animi dei cittadini ai sacrifici che la guerra avrebbe recato e di organizzare i pubblici servizi. Esso si articolò in numerosi sotto-comitati, ciascuno con funzioni specifiche. Nel marzo del 1917 organizzò una raccolta di oro e di argento da offrire all’erario alla quale risposero persone di ogni ceto sociale.
Nel giugno del 1915 venne ufficialmente costituito il Comitato Pro Soldato, con sede in corso del Popolo. Qui venivano accolti, dalle 9.00 alle 21.00, tutti i militari che volevano riposarsi: vi si trovavano un bar, una sala di lettura e una di scrittura; erano inoltre a disposizione giochi di società e un pianoforte. L’assistenza ai profughi, fossero di passaggio in stazione o ricoverati in città e in provincia, venne svolta dal Comitato di soccorso ai profughi che, dopo Caporetto, cambiò il nome in Patronato dei profughi. Non mutò lo spirito dell’istituzione che continuò a prendersi cura con amorosa sollecitudine di quanti avevano dovuto abbandonare la propria terra.
Molto attive, in campo assistenziale, le donne padovane. Il consiglio femminile del comitato locale della Croce Rossa organizzò dei laboratori per il confezionamento di biancheria per i propri ospedali e per i soldati. Questi vennero allestiti nei palazzi delle Contesse Cia Giusti del Giardino e Maria Papafava dei Carraresi. In città si formò anche un Comitato femminile, presieduto da Bona Benvenisti Viterbi, che si occupava di assistenza sanitaria, di soccorso ai bambini e ai richiamati e di cucito.