STRAGE DELLA GATTA

Durante la Grande Guerra Padova detenne il triste primato, in Veneto, quanto a numero di vittime (oltre centotrenta). La tragedia più grave si ebbe l’11 novembre 1916 quando un grosso ordigno
– due secondo alcune testimonianze – colpì l’ingresso del torrione della Gatta dove aveva trovato rifugio la popolazione del quartiere limitrofo a piazza Mazzini. Alcuni vennero travolti direttamente dall’esplosione, mentre altri furono spinti nella parte più interna della struttura, allagata a causa delle forti piogge dei giorni precedenti, e annegarono. Novantatré le vittime, una ventina i feriti. Perirono intere famiglie e molti bambini rimasero orfani di uno o di entrambi i genitori. Il 14 novembre si svolsero i funerali dei caduti ai quali partecipò l’intera cittadinanza; in testa al corteo le autorità religiose, civili, militari e i rappresentanti del Governo, del Senato e della Camera dei Deputati. Partito dall’Ospedale Civile, esso arrivò in piazza Petrarca, dove vennero benedette le salme, e di qui proseguì fino a Porta Savonarola. La terribile notizia ebbe una certa eco sulla stampa nazionale e internazionale. Telegrammi di condoglianze giunsero al Sindaco Leopoldo Ferri dai maggiori centri della penisola, da privati cittadini e da personalità italiane e straniere. All’indomani della tragedia iniziarono a essere raccolte offerte per prestare aiuto alle famiglie più bisognose. Sul luogo della strage venne costruito un serbatoio dell’acquedotto cittadino alla cui base fu ricavata una cappella commemorativa. All’interno un altare e ai lati dell’ingresso due lapidi con i nomi delle vittime di questa e delle altre incursioni. Due iscrizioni all’esterno dell’edificio ricordano l’accaduto. La struttura venne solennemente inaugurata il 14 giugno 1925.