PADOVA MILITARE

Nel corso del primo conflitto mondiale transitarono o stanziarono a Padova non solo soldati e ufficiali italiani di quasi tutti i corpi e le armi dell’esercito, ma anche truppe alleate. Molti palazzi privati cittadini vennero requisiti per essere occupati dai militari o da laboratori dove erano confezionati indumenti e biancheria per i combattenti o per le istituzioni sanitarie. Paesi e campagne della provincia divennero zone di acquartieramento nelle quali i soldati si addestravano o i reduci dal fronte trovavano temporaneo riposo.
Al momento dell’entrata in guerra dell’Italia, il 24 maggio 1915, erano insediati a Padova alcuni reparti militari i quali, iniziate le ostilità, partirono subito per le zone di operazioni. Tra i pochi a rimanere in città vi fu il Comando della 10a Divisione Militare Territoriale. A Padova fin dal 1909, esso aveva sede a Palazzo Zacco in Prato della Valle, dove oggi si trova il Circolo Ufficiali. Tale Comando si occupava principalmente dei problemi logistico-amministrativi e di quelli riguardanti i trasporti, le infrastrutture, la difesa locale, i presidi e i contatti con la Pubblica Amministrazione. Sempre dal 1909 era in città anche il 58° Reggimento Fanteria della Brigata “Abruzzi”. All’interno della Caserma “Vittorio Emanuele III” (odierna “Oreste Salomone” in Prato della Valle), sede della Brigata prima del maggio 1915, si trova ancora oggi una piccola cappella eretta in ricordo del glorioso Reggimento.
In Riviera Paleocapa e in Riviera San Benedetto, rispettivamente presso le caserme “Principe Amedeo” (odierna “Piave”) e “Antonio Ferrero” (ora “Giacomo Prandina”), erano insediati il Reggimento di Cavalleria “Lancieri di Milano” e il 20° Reggimento Artiglieria da campagna. Nella Caserma “San Marco” di via Savonarola, oggi tornata a essere collegio universitario, si erano acquartierati invece due Battaglioni del 7° Reggimento Alpini, il “Pieve di Cadore” e il “Belluno”.
A Padova avevano sede anche il Distretto Militare, presso la Caserma “Gattamelata” in piazza Eremitani (edificio sito nell’area antistante gli attuali Musei Civici, demolito negli anni sessanta del Novecento), il Tribunale Militare, in via Rinaldo Rinaldi, e l’Ospedale Militare, in via San Giovanni di Verdara.

Distretto Militare e Chiesa degli Eremitani
Durante la cosiddetta spedizione punitiva austriaca del maggio-giugno 1916, la città visse un momento critico tanto che il Comando Supremo dell’Esercito fece radunare, nella zona tra Padova, Vicenza e Bassano, un ingente quantitativo di uomini che andarono a costituire la V Armata. Affidato al generale Pietro Frugoni, il Comando di tale Armata si insediò a Noventa Padovana presso Villa Giovannelli. Con i primi bombardamenti, venne affrontato anche il problema della difesa antiaerea, il cui Comando si stabilì al civico 30 di via Trieste.
Dopo la disfatta di Caporetto, nell’ottobre 1917, la situazione mutò radicalmente e molti uffici militari abbandonarono la città e si trasferirono al di là del Po. Padova, divenuta capitale al fronte, ospitò allora il Comando Supremo dell’Esercito Italiano, le missioni alleate e Re Vittorio Emanuele III.