PORTONE DELL’UNIVERSITA’

Grande Guerra - portone UniversitàNell’immediato dopoguerra l’Università onorò i propri caduti con un portone realizzato fondendo il bronzo residuato del materiale bellico fuori uso. Sui battenti, nelle targhe rette dalle figure del Diritto e dell’Amor Patrio, sono incisi i nomi dei duecento studenti morti durante la Grande Guerra. Per tale opera nel settembre 1920 venne indetto un concorso: i venti progetti presentati furono esposti nel loggiato adiacente all’Aula Magna nel febbraio dell’anno successivo e nessuno venne ritenuto degno di vincere. Fu quindi promosso un secondo concorso e un’altra mostra venne allestita, nel gennaio 1922, nel loggiato di Palazzo della Ragione. Anche questa volta la Giuria non proclamò nessun vincitore. Segnalò, tuttavia, al Magnifico Rettore uno dei due bozzetti non ammessi, in quanto giunto oltre il termine, come quello che poteva essere tradotto nel monumento per il quale il concorso era stato bandito. Il Consiglio Accademico accolse la proposta: si trattava del progetto dell’architetto Giulio Casanova e dello scultore Gaetano Orsolini. Un grave contrasto tra i due fece slittare l’inizio dei lavori a luglio 1922. Il portone venne solennemente inaugurato il 10 giugno 1923 alla presenza di Vittorio Emanuele III. In origine posizionato all’ingresso del palazzo antico del Bo, nel corso dei lavori condotti durante il rettorato di Carlo Anti esso venne trasferito nell’ala ottocentesca dello stabile.