MUSEO DEL RISORGIMENTO E DELL’ETA’ CONTEMPORANEA

Al Piano Nobile dello Stabilimento Pedrocchi si apre, sullo scenario dei più rilevanti avvenimenti nazionali, la rappresentazione museale di un secolo e mezzo di storia locale, dal tramonto della Repubblica Veneta (1797) alla Costituzione repubblicana (1948).
Nelle prime sale viene documentato il lungo periodo dell’occupazione straniera, francese e austriaca. Sono inoltre testimoniati gli scontri dell’8 febbraio 1848, preludio, in Italia, alla Prima Guerra d’Indipendenza (1848-1849) e prima manifestazione assoluta europea dell’anno che vide insurrezioni in numerosi paesi. Il percorso museale procede con il ricordo della nascita del Regno d’Italia (1861) e della liberazione di Padova dal dominio austriaco (1866). Viene quindi richiamato alla memoria lo sviluppo della città dal periodo post-risorgimentale sino al 1914.
Nella sala successiva è dato rilievo al ruolo che Padova rivestì durante la Grande Guerra. La città fu in un primo tempo sede di un comando di tappa sulla via del fronte, centro ospedaliero militare, obiettivo di incursioni aeree e luogo di transito della massa di profughi. Dopo la sconfitta di Caporetto, nell’autunno 1917, Padova diventò capitale al fronte, sede delle missioni alleate e del Comando Supremo dell’Esercito Italiano. L’8 novembre 1917 Re Vittorio Emanuele III esonerava, in città, il Generale Luigi Cadorna e lo sostituiva con Armando Diaz. La raccolta museale documenta l’armistizio di Villa Giusti del 3 novembre 1918 e la liberazione di Trieste, testimoniata dall’esposizione del tricolore che i Bersaglieri, sbarcati dal cacciatorpediniere Audace il medesimo giorno, sventolarono per primi nella città redenta.scontri 8 febbraio 1848
Il percorso procede con il ricordo del ventennio fascista, richiamato alla memoria in particolare da un nerbo di squadrista e dalla scultura di un Balilla realizzata da Paolo Boldrin, artista e segretario della Federazione padovana del Partito. Tale periodo è documentato anche da un’accattivante scelta di filmati d’epoca (fino al 1945) dell’Istituto Luce di Roma e dell’Imperial War Museum di Londra.
L’esposizione non trascura di porre l’attenzione sulla Seconda Guerra Mondiale, sulle misure razziali attivate nel 1938 contro quarantacinquemila ebrei italiani e cinquecento padovani, e sulla figura di Giorgio Perlasca, dichiarato Giusto tra le Nazioni per l’alto valore morale delle sue azioni in favore dei molti ebrei salvati a Budapest.
L’ultima sala offre testimonianza del periodo della Resistenza, durante il quale Padova fu sede di comandi germanici e di ministeri della Repubblica Sociale Italiana, nonché centro direttivo della lotta antifascista nel Veneto e luogo di guerriglia urbana. A ricordo simbolico di questo periodo spicca in esposizione la spoletta di una bomba caduta sulla chiesa degli Eremitani e ritrovata tra le macerie della celebre cappella Ovetari.
La rappresentazione museale si conclude con i documenti e le immagini relativi all’insurrezione padovana del 28 aprile 1945, al referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e agli eletti in città alla Costituente.

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