VILLA GIUSTI

A Villa Giusti furono condotte le trattative per la conclusione di un armistizio fra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-ungarico che ponesse fine alla guerra iniziata il 24 maggio 1915. Queste, condotte da due Commissioni militari, ebbero inizio il 1 novembre 1918 e si conclusero nella tarda serata del 3 novembre. L’armistizio di Villa Giusti fu decisivo per la fine del conflitto poiché provocò un deciso indebolimento dell’Impero Germanico che non intendeva aderire ad alcuna trattativa di pace trovandosi ancora in notevole vantaggio territoriale lungo il fronte francese. La Commissione italiana era diretta dal generale Pietro Badoglio; l’interprete fu Giovanni Battista Trener, cognato di Cesare Battisti. La Commissione d’armistizio austro-ungarica era presieduta dal generale Viktor Weber Edler von Webenau; fra i componenti, il Principe di Liechtenstein in rappresentanza dell’Imperatore Carlo I “il Santo”. Attraversate le linee di guerra in Val Lagarina presso Serravalle il 30 ottobre 1918, i plenipotenziari austro-ungarici furono trasportati in automobile direttamente a Villa Giusti, dove vennero alloggiati fino alla mattina del 4 novembre.

sala villa giusti

Le trattative furono complesse e molto dure, con un intenso scambio di telegrammi fra le Commissioni, gli Stati Maggiori, i Governi e i Sovrani, e con frequenti scontri fra i Commissari. In seguito al più grave dei contrasti, il 3 novembre pomeriggio, il generale Badoglio ordinò di sospendere i negoziati e di far riprendere l’offensiva militare. Il generale Weber sapeva che l’esercito austro-ungarico era in disfacimento e che le truppe pativano la fame. Confortato dall’opinione favorevole del suo Imperatore, decise d’autorità di firmare il trattato, che ebbe validità a partire dalle ore 15 del 4 novembre. Quando dalla sala uscì la notizia della firma, un alpino issò una bandiera italiana su un albero del parco e il parroco della vicina chiesa di Santa Maria di Mandria fece suonare le campane a distesa, rendendo così pubblica la notizia. Il trattato d’armistizio, pubblicato il 7 novembre 1918, prevedeva gravissime sanzioni militari per l’esercito austro-ungarico, che doveva consegnare quasi tutti gli armamenti pesanti e leggeri e quasi tutte le unità navali ancora presenti nei porti. Durante la guerra Vittorio Emanuele III visitò molte volte Villa Giusti, ospite del proprietario, Vettor Giusti del Giardino, e vi risiedette dal novembre del 1917 al gennaio dell’anno successivo. La villa, appartenuta alla famiglia Capodilista fino alla metà del ‘700, dopo numerosi passaggi era divenuta proprietà del Conte Giusti del Giardino, che fu Sindaco e Presidente della Provincia di Padova, nonché Senatore del Regno. Da lui passò alla moglie, la Contessa veneziana Giulia Bianchini d’Alberigo, sua cugina in secondo grado, e da lei ai pronipoti attuali proprietari.

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