VILLE ITALIA

Le residenze di Vittorio Emanuele III, durante tutto il corso della Prima Guerra Mondiale, seguirono gli spostamenti del Comando Supremo dell’Esercito e vennero chiamate Villa Italia allo scopo di ricordare il suo soggiorno. Dall’inizio del conflitto fino alla fine di ottobre 1917, il Quartier Generale del Re era fissato presso le Ville Linussa, Prampero e Cantarutti a Torreano di Martignacco, in provincia di Udine. In questi tre edifici, tra loro confinanti, erano distribuiti i vari servizi: nel primo, il più piccolo, abitavano Vittorio Emanuele III, il Primo Aiutante di campo generale e due Aiutanti di campo, mentre nei restanti due alloggiava il resto della Casa Militare. Vittorio Solaro del Borgo, aiutante di campo del Re, nelle sue Giornate di guerra del Re Soldato ricorda che “Alla Villa Linussa, che non presentava nemmeno le condizioni più strettamente necessarie all’esistenza, erano stati praticati alcuni sommarî lavori di adattamento. Un rustico portico d’entrata […] fu, con tramezzi di legname e con un rivestimento pure di legname sul pavimento, trasformato ad uso di sala da pranzo, con a fianco i servizi di cucina, da un lato, ed un piccolo salottino dall’altro”. Da qui Vittorio Emanuele III partiva ogni mattina, di buon ora, per visitare le posizione occupate dalle truppe e le sedi dei comandi; al rientro al Quartier Generale, nel pomeriggio, egli si ritirava per lavorare o riceveva in udienza qualche personalità. Dopo la disfatta di Caporetto il Re si spostò a Padova. Dapprima, a partire dall’1 novembre 1917, egli soggiornò a Villa Baldin ad Altichiero, quartiere a nord-ovest della città (la struttura oggi è adibita a casa di riposo). Ricorda ancora Vittorio Solaro del Borgo che “Era una residenza tetra per quanto più grandiosa di quella di Torreano, e tutti ci augurammo che fosse presto cambiata” e inoltre che “presentava ben scarse comodità, essendo sprovvista persino di luce elettrica; il che ci obbligava, in mancanza di candelabri, a pranzare al lume di candele infilate nelle bottiglie”. Il 20 novembre 1917 Vittorio Emanuele III si trasferì a Villa Giusti del Giardino alla Mandria, località a sud di Padova, dove rimase fino al gennaio 1918. L’edificio è passato alla storia perché venne scelto come sede per la firma dell’armistizio che sancì la fine delle ostilità tra il Regno d’Italia e l’Impero austro-ungarico.

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Anche durante il soggiorno del Re presso questa struttura, proseguirono le visite di personalità italiane e straniere. Fu proprio la difficoltà di ospitarle adeguatamente che spinse a cercare un’altra sistemazione. Questa venne individuata in Villa Corinaldi a Lispida di Monselice, dove Vittorio Emanuele III soggiornò dal 26 gennaio 1918 al 7 luglio dell’anno successivo. Ricorda sempre Vittorio Solaro del Borgo che “Villa Corinaldi presentava […] tutti i vantaggi richiesti; potendo ospitare l’intera Casa militare e riunire tutti i servizi”. L’edificio si trova vicino a Villa Selvatico-Emo Capodilista a Battaglia Terme, idonea a ricevere gli ospiti e pertanto “adattatissima allo scopo voluto”.